Arcigay Nazionale: storia del circolo di cultura omosessuale



Il circolo di cultura omosessuale Arcigay è da anni il punto di riferimento della comunità LGBT italiana e si disloca in 52 città sul territorio. Il primo circolo nasce il 9 dicembre del 1980 da un’intuizione di Don Marco Bisceglia, sacerdote facente parte dell’area del dissenso che ha colto lo sdegno di centinaia di persone colpite dalla morte di una coppia di giovani amanti uccisi a Giarre per il loro status di gay.
A distanza di qualche mese, Massimo Milani e Gino Campanella, con l’aiuto di 6 volontari, costituiscono legalmente l’associazione ARCI-GAY per “l’affermazione della libertà, dell’uguaglianza, dei diritti civili, della presa di coscienza nei rapporti umani”. Primo presidente dell’associazione fu Salvatore Trentacosti.
Nel frattempo in molte città italiane nell’85 iniziano a costituirsi molti distaccamenti di militanti gay che confluiranno tutti in Arcigay dotandosi cosi di una fisionomia nazionale. Verrà eletto Beppe Ramina come presidente a cui succederà poi nel 1987, Franco Grillini.
La sede nazionale verrà stabilita a Bologna presso il Cassero di Porta Saragozza, dov’è tuttora.
Inizialmente l’Arcigay si preoccuperà di restituire un’immagine positiva alla condizione omosessuale e si impegnerà nella lotta all’Aids e all’assistenza ai sieropositivi. Darà ospitalità a ragazzi e ragazze omosessuali e curerà l’uscita pubblica della coscienza gay.
Sin da subito inizia un’intensa attività per l’affilazione con i principali locali delle città italiane dedicati alla comunità lgbt e vengono organizzate iniziative pubbliche di rilievo come quella del 20 giugno del 1986, a Roma nella Sala del Cenacolo del Parlamento, con il convegno nazionale Omosessuali e Stato.
Il 1 dicembre del 1990 fu una data importante per il circolo, ne fu infatti sancita l’importanza politica, sociale e culturale suggellata da un incontro con l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Il riconoscimento politico di Arcigay comincerà a crescere e la credibilità dell’associazione gli darà modo di proporre anche leggi per il riconoscimento dei diritti delle coppie di gay e lesbiche. Storica fu la petizione del 1996 per le unioni civili che raccolse ben 90mila firme.
Il 1998 fu l’anno di Sergio Lo Giudice, nuovo presidente che darà un importante impulso alla nascita di comitati Arcigay sul territorio italiano. I tesserati arrivarono ad oltre 100.000 per circa 30 circoli e il peso politico di Arcigay riuscì a far votare al Parlamento europeo la Risoluzione del 17 settembre contro le discriminazioni delle persone omosessuali.
Gli anni 2000 furono forse i più importanti per l’associazione e furono coronati dall’elezione alla Camera dei Deputati del presidente onorario Franco Grillini e della presindetesse di Arcilesbica, Titti De Simone.
Da questo momento in poi le iniziative per i diritti degli omosessuali di moltiplicano sino ad arrivare al 2004-5:  il 14 febbraio, 1400 coppie si baciano in contemporanea per il Kiss2PACS, 150 mila persone partecipano a Tutti in Pacs.
Nel 2007 la lunga presidenza di Sergio Lo Giudice terminerà e il testimone passerà ad Aurelio Mancuso e gli iscritti ad Arcigay continueranno comunque a crescere, nonostante il complesso momento istituzionale e sociale italiano.
Nel 2010 viene poi eletto Paolo Patanè… e il resto… è storia da scrivere!