I 50 omosessuali più potenti del mondo



Chi sono i 50 manager lgbt più importanti al mondo? A questa domanda ha dato una risposta il Financial Times che ha pubblicato recentemente una vera e propria classifica dei migliori dirigenti gay o lesbiche. Ad occupare la vetta di questa particolare classifica, troviamo Antonio Simoes, che è a capo del colosso bancario Hsbc in Gran Brtagna, oltre ad essere già il responsabile delle vendite in Europa. Subito dopo di lui, al secondo posto, c’è una donna: si tratta del vicepresidente della Ey (network di servizi di contabilità che opera a livello mondiale), Beth Brooke.  Terzo posto di Paul Reed, top manager del colosso petrolifero Bp. Da notare che in questa classifica non risulta esserci nemmeno un dirigente italiano (e pensare che ci sono esponenti di grandissime realtà, come anche Google e Yahoo…). Di certo, l’intento del Financial Times era quello di fare un’operazione volta a limitare le discriminazioni sul posto di lavoro. Secondo recenti studi infatti, sono ancora moltissimi coloro che sono costretti a mentire sul proprio posto di lavoro per evitare problemi o ritorsioni di carattere omofobico, oppure si limitano a confidarsi solo con pochissimi e selezionati colleghi. Sul famoso giornale di economia infatti, si può leggere questa emblematica frase a corredo della classifica dei migliori 50 top manager gltb del mondo: “Un manager dovrebbe essere considerato per come lavora, non per il suo orientamento o la sua identità sessuale”. Parole sante… peccato che, in moltissimi ambiti lavorativi, ‘colletto bianco’ non riesce a fare rima con ‘vivere la propria omosessualità alla luce del sole’…

 

b0b283e6-2e44-43ef-b6b4-04754df8b13a