Libri Gay 2011: novità e libri di culto



In questo post vi presentiamo tre libri che non possono assolutamente mancare nella propria libreria, a tematica naturalmente gay. I primi due sono due novità assolute della letteratura gay, Quando Eravamo Froci di Andrea Pini e Non Ricordo Gli Occhi di Giuliano Trentadue. Concludiamo invece con un cult della letteratura gay, La Lingua Perduta delle Gru di David Leavitt, anno 1987.
Quando Eravamo Froci è un libro a firma di Andrea Pini, edito da Il Saggiatore in libreria già da marzo 2011. Il libro è un excursus fotografico e narrativo della storia del movimento omosessuale in Italia, partendo dagli anni della Dolce Vita, dove il vivere consapevolmente l’essere gay, era tutt’altro che dolce.
Schernimento, violenze, arresti erano solo alcune delle condizioni a cui gli omosessuali in Italia venivano condannati ed intento di Andrea Pini è proprio quello di ricostruire anche politicamente il quadro di sopraffazione che vigeva nell’apparenza del benessere economico e della libertà culturale.
Negli anni della forte morale cattolica e dell’inconsistenza dell’ala progressista di sinistra, i gay venivano regolarmente inchiodati ad una vita difficile, fatta di clandestinità alla ricerca di sguardi nascosti, furtivi, carichi di vergogna. Limitati e limitanti erano gli spazi di felicità e di vita vera ma è propro in quegli anni, sul finire dei ’60 che inizia a costruirsi la memoria storica e la coscienza dei diritti per il movimento omosessuale. Quando Eravamo Froci indaga con dovizia di particolari grazie e reportage fotografici, scorci di giornali dell’epoca ed interviste, proprio la costituzione del movimento culturale gay e si avvale della bella prefazione di Natalia Aspesi.
Un ottimo libro dunque, per chi vuole saperne di più sulla comunità LGBT. Il costo è di 25 euro.
Non mi Ricordo Gli Occhi è invece un libro edito da Mursia, costo 13 euro, firmato da Giuliano Trentadue. Daniele è uno studente di 15 anni, famiglia agiata, milanese e serena. Daniele incontrerà Gabro, un ragazzo romeno a capo di un’organizzazione malavitosa che gravita alla Stazione Centrale di Milano. Tra i due si instaura un legame affascinante, incontro di mondi paralleli e distanti che porterà però Daniele a vivere esperienze crude e spesse volte cruente come solo la prostituzione, la violenza e la droga possono essere. Il libro racconta la vita notturna di Milano, le contraddizioni di una metropoli che tanto offre quanto toglie e nega. Forse solo l’amore potrebbe salvare i due ragazzi, ma per questo, in una condizione di margine cosi spietata, sembra non esserci posto…
Concludiamo con La Lingua Perduta delle Gru, libro del 1987 a firma di David Leavitt, edito da Mondadori.  Il romanzo parte da un fatto di cronaca, posto quasi per caso nel libro sotto forma di articolo di una giovane donna alle prese con una tesi in sociologia: viene raccontata   la storia di un bambino di pochi mesi che viene abbandonato dalla madre, adolescente tossicodipendente. Il bambino verrà trovato dalle forze dell’ordine all’interno di una stanza sporca, aperta su un cantiere. Il bambino non parla ma muove le braccia ed emette suoni, in simbiosi con la Gru del cantiere che ha di fronte alla finestra.
Il fatto narrato permea il racconto che invece è incentrato sulla storia di Philip Benjamin, un giovane ragazzo alle prese con il suo coming out in famiglia.
“I miei genitori sono gente aperta. Non resteranno annientati dalla notizia”, questo è il pensiero di Philip, figlio di un padre che è a sua volta omosessuale ma che vive la sua vita in clandestinità.  La rivelazione invece riuscirà ad aprire il vaso di Pandora e per Rose, madre di Philip, sarà occasione per comprendere ciò che forse aveva sempre saputo: la doppia vita del marito Owen che a sua volta, come in un gioco di terribili specchi, inizierà a vivere nel senso di colpa di aver trasmesso al figlio “l’orrendo male”.
In una situazione di tormento interiore e desolazione Philip riuscirà comunque a trovare una strada per la sua felicità, riuscendo a percorrere una vita sentimentale sana e orientata alla costruzione.
E’ forse questo il libro più intenso e profondo di Leavitt e per la cultura omosessuale è certamente un’opera da non sottovalutare. Mai.