Lucio Dalla Marco Alemanno, l’amore sull’altare



Dell’omosessualità di Lucio Dalla, il grandissimo cantautore e compositore italiano scomparso da poco, si sapeva da tempo. O meglio, si ‘vociferava’ da tempo.

Non che la vita privata di un personaggio pubblico debba essere per forza di cose rivelata e sbattuta in pasto ai media, ma a volte farebbe bene sapere che c’è qualcuno in vista che si prende la briga di dire che i gay esistono, fanno parte di questo mondo e spesso –quantomeno alla stregua degli etero- sono dei geni. Sicuramente il rispetto nei confronti della discrezione di Dalla è d’obbligo. Il suo essere omosessuale o meno, non cambia una virgola al fatto che ci abbia regalato alcune tra le pagine più belle della storia della musica italiana. Ma una punta di rabbia non può che coglierci quando ci si imbatte nella dura verità:

l’Italia è un paese di bigotti ed ipocriti. La considerazione viene spontanea soprattutto se si pensa al compagno di Lucio Dalla, Marco Alemanno che, nel corso dei funerali del grande cantautore bolognese, ci ha tenuto a rivolgere –giustamente- alcune parole all’uomo che amava. E sono parole di vero amore, quello puro, quello con la A maiuscola. Ma parole di amore ‘velato’, che purtroppo Marco ha dovuto proferire in questa maniera per salvaguardare, ancora una volta, un amore che nel nostro paese ancora non viene capito, semmai giudicato.

Ecco ciò che Marco Alemanno ha detto in chiesa, rivolte al suo compagno appena scomparso, dopo aver citato ‘Le Rondini’, la sua canzone preferita di Lucio:

“Chi lo sapeva che dopo qualche anno avrei incontrato quel signore e chi avrebbe immaginato che avrei lavorato con lui. Invece è successo e da diverso tempo ho il piacere, l’onore e il privilegio di crescere al fianco di Lucio, il cantante, il musicista, il regista, ma soprattutto l’uomo eterno bambino a cui devo già tanto. Oggi posso spiegargli cosa mi ha dato e cosa continua a darmi, oggi insieme a voi posso dirgli grazie”.