Matrimoni Gay New York: Matteo e Matteo, e vissero felici e contenti!



Dopo l’approvazione dei matrimoni gay nello stato di New York, sono molte le coppie italiane che hanno deciso di volare negli Stati Uniti per coronare il loro sogno d’amore. E’ il caso di Matteo e Matteo, consolidata coppia di Bologna, i primi italiani a sposarsi potendo approfittare della possibilità concessa a New York. Purtroppo, la loro unione non viene riconosciuta legalmente dallo stato italiano, ma i due Matteo non se la sono sentita di lasciarsi sfuggire l’occasione di poter vivere l’emozione di essere sposati con tanto di cerimonia. Seppur all’estero. “Qui sposarsi è semplice vai in municipio, con passaporto, fai una richiesta, ti danno un modulo. E sono super-organizzati: hanno previsto che con la nuova legge arriveranno migliaia di coppie, quindi si sono strutturati. Ci sono tanti sportelli: abbiamo fatto solo cinque minuti di fila. Con noi c’erano altre coppie straniere, anche una di francesi”. A parlare è uno dei due novelli sposini, Matteo Cavalieri. La loro cerimonia è stata di quelle da favola: una loro cara amica ha messo a disposizione della coppia la sua casa sulla spiaggia. Lo scenario, quello da favola, con piedi nudi a calpestare la sabbia romantiche candele ovunque. Ma il sogno di unirsi in matrimonio, non è solo quello di Matteo e Matteo. In Italia, sono tantissime le coppie gay che stanno già pianificando di realizzare la stessa cosa. A tal proposito e rispetto all’arretratezza del nostro paese in materia, Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay commenta: “L’unione tra Matteo e Matteo, insieme ai matrimoni gay di italiani all’estero che verranno, rendono quanto mai chiara l’arretratezza del nostro Paese nel campo dei diritti civili e di libertà e testimoniano l’estrema distanza che ci separa da un Occidente pienamente democratico e laico. Arcigay si augura che quanto avvenuto a settemila kilometri da qui possa diventare realtà per le migliaia di famiglie omosessuali italiane, ancora prive del diritto ad accedere al matrimonio, in violazione al principio di uguaglianza sancito dalla nostra Carta Costituzionale”.