Oscar Wilde Gay con riserva per il Vaticano



Oscar Wilde è senza dubbio una delle figure più importanti per quel che riguarda la letteratura mondiale. E che sia stato un cronista fondamentale del periodo vittoriano in Inghilterra è altrettanto fuor di dubbio. A sorprendere è piuttosto quell’ignorarne la grandezza per lunghi anni da parte del Vaticano, e la sua conseguente riscoperta avvenuta solo in questo ultimo periodo.
Era il 2009, anno in cui esce sul quotidiano di corte cristiana, l’Osservatore Romano, un articolo proprio su Oscar Wilde, in cui venivano celebrate le sue gesta letterarie e messe in chiaroscuro quelle della sua vita intima e privata: Wilde non è “icona del mondo gay che lo ha spesso celebrato come artista perseguitato per la sua omosessualità”, ma piuttosto, ”Ecco che prende fuoco un altro Wilde rispetto a quello della vulgata: non solo un anticonformista che amava stupire la conservatrice società dell’Inghilterra vittoriana, ma anche un lucido analizzatore della modernità con i suoi aspetti positivi e soprattutto inquietanti [...]”
La parola gay, frocio, checca, o quello che è continua a far paura in fondo. C’è poco da stupirsi. Ma in questo caso, nessuno si aspettava che il Vaticano chiamasse le cose con il proprio nome, ma nemmeno questo suo voler continuare a non considerare la non prescindibilità della sessualità di qualcuno, anche si trattasse di un grande della cultura e della storia mondiale.
Wilde si, è stato un grande cronista, bella scoperta. Ma è anche stato perseguitato perchè omosessuale, e su questo c’è poco da obiettare. Va da sè che da parte del Vaticano si continuerà a sostenere che queste siano semplici visioni anticonformiste (leggi visioni gay), e noi da parte nostra ce ne faremo una ragione… Basterebbe cosi poco però per mettere fine a tante obiezioni omofobe che oggi razionalizzano anche gli attacchi violenti alla nostra comunità…
Come al solito, si è persa un’occasione.