Paolo Poli e i diritti gay



Destano un po’ di sorpresa le dichiarazioni che Paolo Poli, grande attore, autore e regista teatrale ha rilasciato a Panorama. La questione di cui si parla, sono i diritti gay e, nello specifico il matrimonio e la genitorialità. Argomenti sui quali Poli non ha dubbi, esordendo subito la sua intervista in questa maniera: “(i matrimoni gay, ndr.) Roba per chi non sa affrontare la solitudine. (La genitorialità, ndr.) Che facciano i figli, che li adottino. Tanto poi li molleranno ai nonni, come gli etero”. Un esordio che ben descrive i toni del resto di questa intervista di cui vi proponiamo i passaggi salienti.

D.: Mai sentito il desiderio di sposarsi?

R.: Ho sempre trovato orrendo e noioso il matrimonio fra un uomo e una donna, figuriamoci quello omosessuale. È un’istituzione per persone deboli, per chi ha paura della solitudine. I gay vogliono sposarsi? Che abbiano il diritto di farlo se questo li fa sentire meglio, ma evitino di chiedere la benedizione del Papa.

D.: Che cosa pensa della comunione che Vladimir Luxuria ha ricevuto a Genova dal cardinale Angelo Bagnasco?

R.: Già ho delle riserve su una che si fa chiamare Luxuria. Quel tipo di battaglia non mi appartiene, ma che faccia pure…

D.: Fanno bene la presidente della Camera Laura Boldrini e la ministra Josefa Idem a partecipare al prossimo gay pride?

R.: Mah, io trovo noioso pure il carnevale di Viareggio. Ma c’è gente che si appassiona, a partire dalle mamme dei gay che sul carro sventolano fiere le loro bandierine.

 

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