Spot anti-razzista per promuovere la laser terapia



È già un caso nei social network il video di un’autorevole dermatologa, la Dott.ssa Elisabetta Sorbellini, membro del team del milanese Fabio Rinaldi, che promuove il valore della bellezza al di là della religione, dell’etnia, della nazionalità o dell’appartenenza. Lo spot anti-razzista, rivolto soprattutto alle donne musulmane e islamiche, è stato girato con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo del laser come trattamento non invasivo in grado di esaltare la bellezza femminile.

Il video-appello, con sottotitoli in arabo, ideato e prodotto dalla “Klaus Davi & Co.”, inizia con un primo piano della nota dermatologa con indosso un niqab, un velo presente nella tradizione araba preislamica e in quella islamica, utilizzato prevalentemente in Arabia Saudita, Iran e Marocco, che copre interamente il volto lasciando scoperti soltanto gli occhi. Dopo pochi secondi la Dott.ssa Sorbellini lo solleva dal viso, quindi lo ripone con cura al proprio fianco e lancia il suo invito a tutte le donne, di qualsiasi appartenenza: “Non abbiate paura di essere belle”. Il messaggio recitato dal medico, concentrato in un filmato di 48 secondi, è visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=2k8oC98hF6A&feature=youtu.be . Il senso di questo gesto? Simboleggiare la volontà di riconoscere che la bellezza, nello specifico quella femminile, è universale e appartiene a tutte le donne.

Gli arabi che vengono a Milano da luminari per interventi estetici, infatti, sono sempre più in aumento in quanto l’Italia è ritenuta un Paese all’avanguardia nell’ambito della medicina estetica. Ormai fa gola il mercato di sceicchi, emiri e principi mediorientali sedotti sempre più spesso dal “made in Italy” e anche i medici si stanno attrezzando in tal senso. Di qui l’idea di un video-messaggio mirato. D’altro canto ormai da tempo la chirurgia estetica impazza tra le donne arabe che sempre più spesso, senza badare a spese, cercano di perseguire la bellezza, specialmente emulando le fattezze di star televisive e cinematografiche del mondo occidentale, o di cantanti di successo nel panorama internazionale. Nel mondo arabo il Libano è il Paese che ha dato il via alla chirurgia estetica come fenomeno di pratica di massa, con interventi di liposuzione, ingrossamento del seno o modellazione del naso. Al di là del ricorso al bisturi, l’attenzione alla cura del proprio corpo, seppur molto spesso interamente coperto, si dimostra essere prioritaria nelle donne del mondo arabo: in Arabia Saudita, nella sola capitale Riyadh, sono stati aperti 35 centri estetici negli ultimi dieci anni. Un vero e proprio impegno mirato alla ricerca della bellezza a tutti i costi, dunque, che porta l’universo femminile mediorientale a interessarsi negli ultimi tempi anche alla medicina estetica, meno invasiva e meno costosa.

Ma ecco il testo integrale del video diffuso in rete: “Buongiorno a tutte. Sono la Dottoressa Elisabetta Sorbellini, dermatologa a Milano. La mia esperienza insegna che tutte le donne sono bellissime e la laser terapia può aiutarle a migliorarsi ancora di più perché parla il linguaggio della bellezza che è universale e, oltretutto, non è invasiva. Questo è il mio appello a tutte le donne affinché possano valorizzare sé stesse qualunque sia la loro religione, etnia, nazionalità o appartenenza. Non abbiate paura di essere belle! Non abbiate paura del laser che è amico delle donne e amplifica la vostra bellezza!”. La Dott.ssa Sorbellini, dunque, lancia un appello a coltivare la bellezza, ma soprattutto a curarla con accortezza attraverso la laser-terapia, per nulla invasiva, rispettosa della bellezza femminile e in grado di amplificarla senza rischi o complicazioni.

Ma, al di là del messaggio di universalità della bellezza femminile, qual è il senso di un filmato con il velo islamico? “Il mondo musulmano – spiega il Dott. Fabio Rinaldi, a capo dell’omonimo studio dermatologico e presidente dell’IHRF (International Hair Research Foundation) – è un mercato in forte crescita per i trattamenti estetici. I dati parlano di un +30%. Il Corano, del resto, non oppone alcun ostacolo al miglioramento del proprio aspetto fisico; anzi, addirittura in Iran è consentito cambiare sesso. Non dimentichiamo, inoltre, che esiste in Italia un mercato di facoltosi islamici che vengono a Milano da tutto il mondo a sottoporsi a trattamenti estetici”.

Da parte sua l’UCOII (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) fa sapere: “Il niqab non ha alcuna valenza religiosa quindi non vi è alcuna violazione della nostra sensibilità. Inoltre, possiamo dire di essere di fronte a un’intelligente operazione di marketing che non offende il mondo islamico, perché la medicina estetica non costituisce per noi un peccato, anzi in alcuni Paesi, come il Marocco, si praticava ancora prima che in Occidente”.
 

lsr